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INTORNO AL MONASTERO:
Secondo il cardinale Alfonso Capecelatro la città fu fondata nel VI secolo dell'era cristiana,quando San Benedetto e il suo discepolo San Mauro edificarono in questa zona due oratori e un ospizio monastico.I coloni costruirono le loro case intorno ai due oratori e all''ospizio benedettino: sorsero prima due parrocchie,una dedicata a San Mauro e l'altra a San Beneddetto,e in seguto a due piccoli agglomerati urbani che,unificatosi,formarono la città di Casoria. Come tutti i casali napoletani,anche Casoria era un operoso centro agricolo e artigianale che viveva prevalentemente di commercio con Napoli: ogni giorno i contadini "scendevano" nella metropoli partenopea per offrire uova fresche,pane di casa,vino prezioso e delicato. Nel corso del Medioevo Casoria subì diversi passaggi di proprietà.In un documento del 1098 si ha notizia della donazione di alcune terre,tra cui Casoria,fatta da Riccardo II,principe di Capua al monastero di San Biagio di Aversa.In una carta del 1115 si fa riferimento alla vendita di questi territori "per duecento tarì d'oro" da parte di Regale,figlia di Sinibardo, a Giovanni de Alberada. Anche in epoca angioina la città era sottomessa: nei registri che abbracciano gli anni 1273-1279 si accenna a un provvedimento di sequestro di animali e di altri beni ai contadini in occasione di un tributo che doveva essere pagato alla Magna Curia di Napoli. Negli anni 1327 e 1328 Casoria,insieme ai villaggi di Casignano e Olivola,ora distrutti,risultava posseduta da Isabella consorte di Giovanni di Cippoia.Nel 1352 il feudo era governato da Matteo di Sanframondo che aveva due figlie sposate con Giovanni Pacifico e Galeazzo Del Tufo:alla sua morte il feudo fu diviso.Da un registro del 1415 si ha notizia di un Carlo San Frjmondo che,sotto il regno di Giovanna II ,fu padrone di questo feudo,nel quale svolse la funzioni di capitano a vita.Ancora nel 1452 il casale passò a Giacomo di Costanzo da Aversa e nel 1500 fu trasmesso a Lucio di Sagro,successore della famiglia del Tufo e a Giuseppe Pacifico.Nel 1529 ereditò queste terre Placido di Sangro,al quale successe Giovanni Antonio Pacifico che,nel 1561,vendette il feudo a Lucrezia Brancaccio per 5200 ducati.

I RAPPORTI COL REGIO DEMANIO:
Negli anni successivi Casoria attraversò vendite e donazioni,passò a vari padroni fino al 1622:in quell'anno il Casale si riscattò dal dominio del barone nicola di Sangro,aggregandosi al Regio Demanio.Ma pur essendosi liberata dal giogo baronale,Casoria fu ancora offerta al migliore acquirente nel 1630;con la vendita dei casali infatti i vicerè spagnoli ricavavano somme ingenti che venivano utilizzate per sovvenzionare le sfortunate imprese militari del re Filippo di Spagna. I Casoriani dovettero fare enormi sacrifici per raccogliere i 6000 ducati da consegnare alla casse del vicerè e finalmente il 9 Marzo 1631,riuscirono a comprare la loro libertà e ad aggregarsi al Regio Demanio. Nonostante l'impegno assunto dal vicerè a non mettere mai più all'asta il casale,esso fu venduto prima ad Eleonara Mansfeldi e successivamente a Luigi Ronchi:ultimo possessore fu Fabio Capece Galeota,presidente della Regia Camera.Solo con Carlo III di Borbone la città riacquistò la sua libertà diventando per sua altitudine di 70 metri sul livello del mare e la sua aria fresca ,un rinomato luogo di villeggiatura. La sua importanza crebbe ancora con il decreto del 28 gennaio 1809,divenne uno dei quattro capoluoghi di distretto della città di Napoli.La città fu inoltre servita dalle prime linee ferroviarie:quella di Capua, che utilizzava il più possibile la depressione del Sebeto, e quella per Aversa.

LA CHIESA DI S.MAURO:
Il centro storico di Casoria è dominato dalla mole della chiesa di San Mauro,la cui costruzione iniziò il 15 gennaio 1606 sul suolo occupato dalla piccoloa chiesa preesistente che fu poi utilizzata come sagrato del nuovo tempio.Il monumentale edificio di stile barocco,eretto con il contributo del certosino Bonaventura Presti,è a croce latina,a navata unica con cinque cappelle per ogni lato.All'incrocio della navata con il transetto si sviluppa una ben proporzionata cupola,rivestita con lastre di piombo e alta 40 metri,che termina con un lanternino a pinnacolo sormontato da una sfera con croce.L'aula è conclusa con un abside rettangolare,a destra della quale è sistemata la sagrestia,mentre sul lato sinistro si stende la congrega di Santa Maria della Pietà,grande ambiente da cui si scende nella cripta. La decorazione dell'interno è molto sobria:una serie di lesene è addossata ai pilastri su cui si impostano gli archi delle cappelle.Il soffitto particolarmente ricco e originale,è ornato da intagli in legno dorato che inquadranno tre grandi tele attribuite a Pietro di Martino,rappresentanti "Il Trionfo di San Mauro" "Il Salvataggio del giovane Placido" e "La Resurrezione di un ragazzo". L'altare maggiore è un opera settecentesca realizzata con marmi policromi sormomtata da un quadro di Domenico Antonio Vaccaro raffigurante "la Madonna delle Grazie tra San Mauro e San Gennaro". Tra le numerose cappelle della chiesa la più grande è dedicata a San Mauro:nella nicchia in fondo è sistemata la seicentesca statua lignea del Santo,di scultore ignoto,mentre la parete destra è arredata da una tela di Angelo Mozzillo raffigurante "Sant'Anna con la Madonna bambina" e "i santi Mauro e Filippo Neri.Sul latom sinistro sono visiblili la cappella di San Francesco di Assisi,con la tela che raffigura "il Santo in Estasi", la cappella del Sacro Cuore di Gesù e quella dedicata alla Sacra Famiglia. La capella di Monserrato è decorata da una tela seicentesca del Forlì raffigurante " la Madonna di Monserrato e i Santi": vi si entra attraveraso una balaustra di marmo,tra due coppie di pilastri che sorreggono l'organo ligneo costruito nel 1760.Il transetto contiene sul lato destro un altare di marmo con la tela raffigurante "l'Immacolata Concezione",opera di Domenico Antonio Vaccaro,mentre sul lato sinistro accoglie l'altare della Visitazione con una tela sempre del Vaccaro,raffigurante "la Vergine e Santa Elisabetta".Dal transetto si accede infine alla cappella di Santa Maria dela Pietà,costruita insieme alla chiesa e decorata di stucchi e pitture,tra cui un affresco con la "Crocefissione" di Pietro Di Martino.Il Battistero accoglie il "fonte battesimale" con un angelo orante di Lorenzo Vaccaro e una tela di Giuseppe Prisco con il "Battesimo di Gesù". La facciata costruita succesivamente alla chiesa,presenta un ordine inferiore ripartito in cinque spazi con tre portali inquadrati da lesene,mentre l'ordine superiore è tripartito con un finestrone circondato da lesene che sorregono il timpano.Sul lato sinistro destro della chiesa si erge il campanile costruito nel 1827 in pietra di tufo diviso in quattro piani con finestre e alto 42 metri.

LE ALTRE CHIESE:
Per visitare le altre chiese bisogna percorrere i vicoli di Casoria che,per fortuna anche se bisognosi di opere di restauro, sono rimasti ancora intatti a testimoniare l'antica storia dela città.Gli ingressi alle case più modeste sono piccoli,stretti e sopraelevati,mentre le case più ricche conservano ancora l'antica struttura con il cortile centrale e grandi aperture ad archi sulla via per consentire il passaggio dei carri carichi di grano ed i canapa. L'edificio più importante è il settecentesco Palazzo Rocco dei conti Rocco di di Torrepadula : vi è annessa la Chiesa di Santa Mercede,capella privata della famiglia.

LA CHIESA DI SAN BENEDETTO,che sorge sul suolo del'antico tempio,fu iniziata nel 1605 e completata solo nel 1694 a causa di un incendio alla fabbrica.La chiesa è stata restaurata, in seguito ai danni provocati dal sisma del 1980. La facciata è barocca come anche il campanile che l'affianca restaurato nel 1930.L'interno è navata unica :molto intressante è l'abside,che conserva una tela raffigurante "San Benedetto" situata sull'altare di marmo policromo chiuso da una bella balaustra chiusa da un cancello di ottone dorato.dietro l'altare vi è una lastra marmorea, al di sotto della quale si apre l'ipogeo con cinque piani di catacombe:qui si trova il sarcofago del guerriero Jacopo Torello da Fano che,venuto a Casoria al seguito di Innocenzo IV nel 1254,morì nel 1281 e fu sepolto nella capella che sorgeva nello stesso luogo del'attuale chiesa. Proseguendo nella nostra escursione,in via Padre Ludovico che è dedicata al Beato Padre Ludovico,si incontra:

LA CHIESA DI SANTA MARIA DELLE GRAZIE,i cui primi dati storici,relativi all'esistenza di una capella con l'ospedale annesso, risalgono al 1459.L'attuale costruzione fu completata forse nel 1737 ma la scala di accesso,resasi necessaria per l'abbassamento del livello stradale fu edificata nel 1857.La facciata è un delizioso stile rococò,come anche l'interno ad una soloa navata che termina con un altare di marmo sormontato da una tela di Francesco Solimena raffigurante "l'Assunzione della Vergine" e da un "Crocifisso ligneo" di pregevole fattura. La chiesa è affiancata dall'ARCICONFRATERNITA DEL SANTISSIMO ROSARIO,fondata nel 1563: vi si ammirano affreschi manieristici di Domenico Ferrara con le "Storie di Gesù e della Vergine" e il pavimento originario di pietra lavica decorata. Adiacente alla piazza principale intitolata a Domenico Cirillo,ove vi sono le Sedi Municipali,si trova : LA CHIESA DEL CARMINE,a una sola navata con facciata barocca,mentre il campanile e il corpo della chiesa sono romanici. Sulla destra della piazza,si innalza: LA CHIESA DEL SANTISSIMO SACRAMENTO,dalla bellissima imponente facciata gotica, di pietra di tufo.

Nella strada adiacente alla "vecchia" Sede Comunale si accede alla: CASA DEL BEATO PADRE LUDOVICO DA CASORIA ora sede di un convento francescano. Lontano dal centro storico, sulla strada verso Afragola,nella seconda metà del 1900 è stata costruita : LA CHIESA DI SANT'ANTONIO ABATE ,a pianta rotonda che sostituisce nel culto un'altra piccola chiesa situata a poca distanza.

ALTRE NOTIZIE:
Nel 1912 alcuni contadini portarono alla luce,a due chilometri da Casoria,una grande lastra di marmo contenente un epigrafe in lingua greca e latina slla quale è incisa un decreto della FRATRIA NAPOLETANA DEGLI ARTEMISI,ora conservata al Museo di Napoli. Inoltre scavi occasionali eseguiti nel XIX secolo hanno portato alla luce sepolcri formati da grandi massi din tufo e necropoli in cui sono state rinvenute grandi tombe di stile attico corredate da oggetti di ogni sorta,vasi fittili figurati,piatti,tazze,ampolle e lucerne.

 
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